Notizie Locali


SEZIONI
Catania 28°

la strage di altavilla

«Rifarei tutto, dovevamo liberarli dal diavolo», la folle confessione della figlia di Barreca

Emergono altri particolari del racconto della diciassettenne che ha ammesso di avere avuto un ruolo attivo nell'uccisione della madre e di due fratelli

Di Redazione |

Si era addormentata e accanto a sé aveva i cellulari dei fratelli e della madre, probabilmente sottratti ai familiari perchè non chiedessero aiuto. Nella stanza accanto c’erano i cadaveri dei fratelli. E’ l’ultimo drammatico particolare emerso sulla 17enne in carcere con l’accusa di aver ucciso, insieme a padre Giovanni Barreca, e ai suoi complici, la madre Antonella Salamone e i due fratelli di 16 e 5 anni Kevin ed Emanuel.Al contrario di quanto riferito in un primo momento la ragazza, unica sopravvissuta alla strage, commessa durante degli esorcismi, non sarebbe stata affatto in stato confusionale all’arrivo dei carabinieri, dopo la confessione del delitto fatta da Barreca. Ma dormiva tranquillamente nella sua stanza.L’adolescente ha confessato il suo ruolo nei delitti ammettendo di aver torturato insieme ai tre indagati, tutti in carcere, i familiari e di aver contribuito a seppellire in giardino i resti carbonizzati della madre. Mentre madre e fratelli morivano, poi, la 17enne avrebbe scambiato decine di messaggi con le amiche. «Rifarei tutto, dovevamo liberali dal diavolo», ha detto ai pm che l’hanno interrogata.

Il rapporto con il padre

«Quando posso vedere il mio papà?». E’ quanto continua a ripetere, come apprende l’Adnkronos, la ragazza 17enne arrestata con l’accusa di avere partecipato alla strage familiare di Altavilla. La ragazza ha ammesso di avere partecipato al “rito”, come lo chiama lei, per «liberare mamma e i miei due fratelli dal demonio». E’ molto legata al padre. Anche secondo i vicini di casa era la «figlia prediletta del padre». La giovane all’alba di domenica scorsa era stata trovata nella sua camera, con i cellulari della madre e dei fratelli, a cui erano stati sottratti forse per impedire che chiedessero aiuto.

Durante le torture subite dal marito e dalla coppia, Antonella Salamone supplicò la figlia 17enne, che partecipava alle sevizie, di chiamare i carabinieri per chiedere aiuto. E’ stata la stessa ragazza, interrogata dalla Procuratrice dei minori Claudia Caramanna, ad ammetterlo. «Mi chiedeva “Ti prego, chiama i carabinieri, mi vogliono uccidere”, ha detto la ragazza agli inquirenti. Ma quella telefonata di aiuto non è mai partita dal cellulare della giovane e la madre e i due fratellini sono stati uccisi barbaramente.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

Di più su questi argomenti:

Articoli correlati