Catania, tra degrado e abbandono il “tramonto” dell’Etna Valley

Di Damiano Scala / 12 Aprile 2015

Strade al buio, vie piene di buche come dei gruviera e discariche abusive. Le condizioni della zona industriale di Catania non lasciano spazio a dubbi: disagi e problemi enormi per un’area vasta quanto una città di medie dimensioni. Un luogo attraversato ad ogni ora del giorno e della notte da residenti e da migliaia di impiegati e operai che lavorano nelle decine di imprese e ditte disseminate in tutto il territorio. Un’area dove degrado, mancanza di sicurezza e di interventi di manutenzione la fanno da padrone. E poi arterie trasformate in laghetti dalle piogge, controlli carenti ed episodi di criminalità. Il quadro che ne viene fatto lo si capisce immediatamente, non lo si scopre adesso perchè è una questione che va avanti da anni.  

 

Da Pantano D’Arci fin quasi l’Oasi del Simeto, la zona industriale comprende gran parte della parte a Sud di Catania. Ed è qui che si concentrano le segnalazioni e le proteste di associazioni e comitati. Persone che da giorni devono fare i conti pure con un sistema fognario danneggiato. Il risultato? Strade invase dai liquami, cattivi odori e zone “off limits” per chiunque. Quasi una palude che sembra riportare l’area indietro nel tempo fino agli anni ’50 quando il territorio per larghi tratti subiva le continue inondazioni del Simeto. Qui era impossibile viverci per paura del pericolo malaria. Poi, la svolta, con l’insediamento dei grandi complessi industriali e l’inizio dell’urbanizzazione, fino alla creazione dell’Etna Valley negli anni ‘90.  

 

Adesso i marciapiedi sono inservibili, le strade restano allagate ed i capannoni abbandonati diventano all’occorrenza discariche abusive.

 

 

video di Davide Anastasi

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Redazione
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